4) Vico. La sapienza poetica.
La poesia  stata il primo modo di esprimersi, la prima lingua
nella storia dell'uomo. Ed i poeti epici sono stati i fondatori
della letteratura presso tutti i popoli.
G. Vico, Principi di una scienza nuova d'intorno ad una comune
natura delle nazioni (pagine 317 e 320).

Principio di tal'origini e di lingue e di lettere si truova essere
stato ch'i primi popoli della gentilit, per una dimostrata
necessit di natura, furon poeti, i quali parlarono per caratteri
poetici; la qual discoverta, ch' la chiave maestra di questa
Scienza, ci ha costo la ricerca ostinata di quasi tutta la nostra
vita letteraria, perocch tal natura poetica di tai primi uomini,
in queste nostre ingentilite nature, egli  affatto impossibile
immaginare e a gran pena ci  permesso d'intendere. Tali caratteri
ci truovano essere stati certi generi fantastici (ovvero immagini,
per lo pi di sostanze animate, o di di o d'eroi, formate dalla
lor fantasia), ai quali riducevano tutte le spezie o tutti i
particolari a ciascun genere appartenenti; appunto come le favole
de' tempi umani, quali sono quelle della commedia ultima, sono i
generi intelligibili, ovvero ragionati dalla moral filosofia, de'
quali i poeti comici formano generi fantastici (ch'altro non sono
l'idee ottime degli uomini in ciascun suo genere), che sono i
personaggi delle commedie. Quindi s fatti caratteri divini o
eroici si truovano essere state favole, ovvero favelle vere; e se
ne scuoprono l'allegorie, contenenti sensi non gi analoghi ma
univoci, non filosofici ma istorici di tali tempi de' popoli della
Grecia. Di pi, perch tali generi (che sono, nella lor essenza,
le favole) erano formati da fantasie robustissime, come d'uomini
di debolissimo raziocinio, se ne scuoprono le vere sentenze
poetiche, che debbon essere sentimenti vestiti di grandissime
passioni, e perci piene di sublimit e risveglianti la
maraviglia. Inoltre, i fonti di tutta la locuzion poetica si
truovano questi due, cio povert di parlari e necessit di
spiegarsi e di farsi intendere; da' quali proviene l'evidenza
della favella eroica, che immediatamente succedette alla favella
mutola per atti o corpi ch'avessero naturali rapporti all'idee che
si volevan significare, la quale ne' tempi divini si era parlata.
E finalmente, per tal necessario natural corso di cose umane, le
lingue, appo gli assiri, siri, fenici, egizi, greci e latini, si
truovano aver cominciato da versi eroici, indi passati in
giambici, che finalmente si fermarono nella prosa; e se ne d la
certezza alla storia degli antichi poeti, e si rende la ragione
perch nella lingua tedesca, particolarmente nella Slesia,
provincia tutta di contadini, nascono naturalmente verseggiatori,
e nella lingua spagnuola, francese ed italiana i primi autori
scrissero in versi.
G. Vico, La scienza nuova ed altri scritti, UTET, Torino, 1976,
pagina 71.
